mercoledì 19 agosto 2009

BIG MAC INDEX, I LUOGHI DEL MONDO DOVE MANGIARE A BUON MERCATO


Illustrate le caratteristiche del Big Mac Index quale strumento per misurare la sopra/sotto valutazione di una moneta nazionale rispetto ad una divisa estera, entriamo adesso nel dettaglio per confrontare questi risultati con quelli forniti mensilmente dall’OCSE ed indicati nel post "UNO STRUMENTO PER CAPIRE SE UNA VALUTA E' CONVENIENTE: IL BIG MAC INDEX".
Il limite dei dati OCSE è legato al ritardo temporale con cui essi vengono rilasciati (l’ultima release è riferita a giugno 2009), mentre per il Big Mac Index siamo in grado di avere informazioni aggiornate giorno per giorno, un fattore rilevante considerando l’elevata volatilità del mondo valutario.
In esclusiva per i nostri lettori pubblichiamo una tabella proprietaria in grado di fornire le sopra/sotto valutazioni di ogni valuta contro Euro (le analisi presenti su internet hanno quasi sempre come parametro di riferimento il Dollaro Usa e non l’Euro).
Le colonne della tabella indicano rispettivamente, partendo da sinistra verso destra, la nazione, il prezzo del Big Mac in valuta locale, il prezzo espresso in Dollari Usa, il prezzo espresso in Euro, il cambio €/contro valuta locale al quale viene effettuata la conversione, la sopra/sottovalutazione della valuta locale rispetto all’Euro (colonna verde), il teorico rapporto di pareggio del cambio €/valuta locale.
La colonna verde è impostata in modo tale da permettere una caduta dal cambio più sottovaluto (e quindi conveniente per il cittadino italiano che detiene Euro nel portafoglio) a quello più oneroso.
Appare evidente come tutta l’area dell’Estremo Oriente risulta essere molto vantaggiosa per gli europei, con le prime 4 posizioni occupate da Hong Kong, Cina, Tailandia e Malesia, paesi nei quali il panino più celebre del mondo costa in media il 60% in meno del suo livello teorico di pareggio, fare shopping in quei luoghi è una manna che cade dal cielo.
Solitamente i paesi emergenti vantano strutturali sottovalutazioni nelle loro valute per rendere più appetibili le merci locali ed avvantaggiare l’export verso i paesi industrializzati ed a questa regola non fa eccezione il Sud Africa, prossima meta dei mondiali di calcio. I viaggiatori italiani potranno pranzare da Mc Donald’s spendendo oltre il 50% in meno rispetto a casa nostra.
Se il Messico e tutto il blocco dell’Est Europa confermano i risultati OCSE, gli shopper/traveller europei potranno permettersi di spendere i loro Euro a condizioni decisamente vantaggiose anche in Australia, Nuova Zelanda, Argentina, Giappone, Canada, ma soprattutto Stati Uniti e Gran Bretagna, due mete molto gettonate sia dai viaggiatori reali che virtuali grazie alla miriade si siti legati al commercio on line.
La percentuale di “sconto” valutario oscilla per entrambe le valute attorno al 20%, con una cambio teorico di parità che dovrebbe stazionare a 1,08 per l’EurUsd e 0,69 per l’EurGbp per annullare il vantaggio competitivo delle merci locali.
Volgendo lo sguardo verso nord troviamo le zone del mondo dove il nostro Euro offre poco soddisfazioni; Svezia, Danimarca, Svizzera, ma soprattutto Norvegia risultano essere stati nei quali, ai cambi attuali, il Big Mac ci viene a costare dal 15 al 40% in più che a casa nostra.

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