La società australiana CommSec ha appena rilasciato la nuova release dell’iPod Index, l’indicatore concorrente del ben più celebre Big Mac Index.
Come per il cugino, rilevato dall’Economist, anche l’iPod Index mira ad indicare la sopra/sotto valutazione di una moneta in base alla teoria del prezzo unico, ovvero che uno stesso bene dovrebbe aver lo stesso prezzo in ogni luogo del mondo (questo ovviamente a parità di prodotto ed escludendo dazi, barriere doganali, spese di spedizione, ecc…).
Il prodotto utilizzato dalla CommSec per l’analisi è l’iPod Nano 8 GB.
La tabella che riportiamo qui a fianco indica i prezzi in Dollari del prodotto in questione su 68 paesi.
Ovviamente l’occhio corre su quelle che sono le zone del mondo dove questa tecnologia costa meno; un anno fa era l’Australia il luogo più conveniente dove acquistare e questo grazie al tracollo che in quel periodo subiva il Dollaro Australiano sotto l’effetto della crisi finanziaria.
A gennaio 2009 il paese più conveniente era diventata la Corea del Sud, a giugno 2009 Hong Kong ed ora, dodici mesi dopo, gli Stati Uniti si rimpossessano dello scettro di miglior luogo di acquisto con 149 Dollari al pezzo, precedendo hong Kong, Giappone e Canada.
Il Dollaro debole (la valutazione è stata fatta con un cambio EurUsd medio a 1.49) sembra offrire ghiotte opportunità a compratori on line (Apple Store Us non vende fuori dagli Usa, ma i rivenditori specializzati sì) e viaggiatori in loco, ribadendo il tema della sottovalutazione in termini fondamentali del Dollaro americano.
Il confronto con il prezzo dell’iPod in Italia (stesso prezzo della Germania) è impietoso e rende più conveniente l’acquisto negli Usa di un abbondante 30%, confermando la sopravalutazione attuale dell’Euro.
Dalla parte opposta, ovvero i luoghi del mondo dove il prodotto è più caro (e quindi la valuta teoricamente sopravalutata), troviamo Argentina, Brasile, Islanda, Sud Africa e Ungheria.
Come per il cugino, rilevato dall’Economist, anche l’iPod Index mira ad indicare la sopra/sotto valutazione di una moneta in base alla teoria del prezzo unico, ovvero che uno stesso bene dovrebbe aver lo stesso prezzo in ogni luogo del mondo (questo ovviamente a parità di prodotto ed escludendo dazi, barriere doganali, spese di spedizione, ecc…).
Il prodotto utilizzato dalla CommSec per l’analisi è l’iPod Nano 8 GB.
La tabella che riportiamo qui a fianco indica i prezzi in Dollari del prodotto in questione su 68 paesi.
Ovviamente l’occhio corre su quelle che sono le zone del mondo dove questa tecnologia costa meno; un anno fa era l’Australia il luogo più conveniente dove acquistare e questo grazie al tracollo che in quel periodo subiva il Dollaro Australiano sotto l’effetto della crisi finanziaria.
A gennaio 2009 il paese più conveniente era diventata la Corea del Sud, a giugno 2009 Hong Kong ed ora, dodici mesi dopo, gli Stati Uniti si rimpossessano dello scettro di miglior luogo di acquisto con 149 Dollari al pezzo, precedendo hong Kong, Giappone e Canada.
Il Dollaro debole (la valutazione è stata fatta con un cambio EurUsd medio a 1.49) sembra offrire ghiotte opportunità a compratori on line (Apple Store Us non vende fuori dagli Usa, ma i rivenditori specializzati sì) e viaggiatori in loco, ribadendo il tema della sottovalutazione in termini fondamentali del Dollaro americano.
Il confronto con il prezzo dell’iPod in Italia (stesso prezzo della Germania) è impietoso e rende più conveniente l’acquisto negli Usa di un abbondante 30%, confermando la sopravalutazione attuale dell’Euro.
Dalla parte opposta, ovvero i luoghi del mondo dove il prodotto è più caro (e quindi la valuta teoricamente sopravalutata), troviamo Argentina, Brasile, Islanda, Sud Africa e Ungheria.
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